E’ solo questione di prospettiva

Francesca parte 1a

– E’ che mi hai conosciuto in un periodo strano della mia vita… è tutto così complicato…

La frase magica, il momento in cui ti arriva la batosta. E in quell’istante il mio sorriso si trasforma in un ghigno.
Non capisco se sono più incazzata, più delusa o più demoralizzata dall’ennesima stronzata che mi rifilano.

– Finiamola qui, è già abbastanza avvilente la cazzata che stai usando. E togliti quell’espressione di finta tristezza che ti sei incollato sulla faccia da quando hai visto sbucare la mia macchina nel parcheggio. Scendi. Subito.

Ora che ti senti sollevato ed in pace con te stesso fammi il piacere di levarti dalle palle che ho bisogno di andare a tirarmi su con qualcun’altro e possibilmente con del cibo grasso e del liquido ad alta gradazione alcolica.
Scende senza dire niente, ma ad occhio direi che è più che soddisfatto di come è andata.

Accendo il motore e faccio retromarcia più in fretta che posso, senza quasi accorgermi della smart che dietro di me schiva all’ultimo secondo, me ne sbatto comunque. Esco a tutta birra dal parcheggio, devo allontanarmi prima che possa dare via libera alla fontana. Il cellulare squilla, so benissimo che è lui, colto da esprit d’escalier ma non saranno le mie orecchie ad ascoltare ancora le sue cazzate. Stronzo.

Qualche ora dopo, in un pub, dopo un piatto di patatine fritte, uno di arancini ed arrivati alla 3a birra riesco a rimettere insieme quel poco di cocci che mi si erano ammucchiati in fondo al cervello. Maria mi squarda con quel suo maledetto sguardo comprensivo, misto pena, misto compassione e credo di non averla mai odiata in questo modo.
La stronza è fidanzata da due anni con lo stesso tipo, Giorgio o come diamine si chiama, tranquillo, non le rompe le balle più di tanto, un buon lavoro, si aiutano a vicenda e probabilmente se lo porterà all’altare tra non più molto tempo. Si direi proprio che in questo momento la Odio.

– Non ti merita, lo sai anche tu.. e poi quant’è che durava? Un paio di mesi? Che cos’è che ti prende?
Di solito sei te che li molli dopo qualche settimana perchè ti rompi le scatole. Ti rode che lo abbia fatto prima lui?

– Intanto erano 3 mesi, ma non è per quello, non me ne sbatte più di tanto. E’ che è sempre la stessa storia.
Sono stanca. Stanca. Stanca. (E giù una lacrimuccia… speriamo solo che sia solo una perdita e non riprenda il fiume in piena).

Maria parte 1a

– Stasera esco con Francesca

– Ok

– Ma tu che fai? Rimani a casa?

– No sentirò Fabrizio o Roberto, magari hanno voglia di fare un giro, bere qualcosa.

– Ok

Qualche ora dopo, in un pub, dopo almeno una ora di pianto da diluvio universale, qualche patattina fritta e due birre sto ancora cercando di tirarle su il morale. Non l’avevo mai vista così male dopo la chiusura di una relazione, che fosse stata veramente “presa” da sta cosa? Bha. E comunque ha poco da lamentarsi, vorrei vederla al posto mio, quando il 90% del tempo diventa noia, quando cominci a pensare che forse hai buttato al vento 2 anni. Due anni tranquilli, fin troppo, fino a pensare che non vivi ma sopravvivi a questa relazione e speri di fare qualche cazzata, o che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.

– Non ti merita, lo sai anche tu e poi quant’è che durava? Un paio di mesi? Che cos’è che ti prende?
Di solito sei te che li molli dopo qualche settimana perchè ti rompi le scatole. Ti rode che lo abbia fatto prima lui?
(Speriamo solo non ricominci a piangere…)

Giorgio parte 1a

– Stasera esco con Francesca

– Ok (che culo)

– Ma tu che fai? Rimani a casa?

– No sentirò Fabrizio (Fabrizia dell’ufficio) o Roberto (Roberta di sabato scorso), magari hanno voglia di fare un giro (una sana scopata), bere qualcosa (farmi una pompa).

– Ok

Dopo qualche ora, a casa di Roberta, dopo almeno 1 ora di sesso sicuro, qualche birra e sto cercando di farlo di nuovo.

– E’ ora che te ne vai.

– Perchè? Io ho tempo, possiamo rimanere ancora un po’, sei stanca?

– No è solo che tra non molto torna mio marito, che vuoi farlo in tre?

– …forse è meglio se vado subito. Però potevi dirmelo che eri sposata brutta stronza! Cazzo!

E cerco di rinfilarmi i pantaloni nel minor tempo possibile… che troia questa… vabbè se semo divertiti almeno quello.

– E tu potevi anche usare gli occhi e vedere la fede al dito, sei scemo o cosa? Va bene che ragioni con l’uccello, ma credevo che il sangue lo togliesse al cervello, non agli occhi!

– Vaffaculo..

– Chiamami domani, dopo le cinque ho un’oretta libera.

– Per chi mi hai preso? Non sono mica il tuo pupazzo….. ti chiamo al numero che ho?

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Pubblicato su Estemporaneo. 1 Comment »

Una Risposta to “E’ solo questione di prospettiva”

  1. Ab3rro Says:

    Ah Cì.. nn l’ho capita!
    Mette i sottotitoliiiiiiiiii!!!


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